Interview

Interview

 Un fotografo dallo scatto “WILD”.

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“Be Wild My Friend’s, Always!”

Questo è il motto dell’emergente “fotografo wild” Alessio Chiariglione, romano di nascita, che attualmente sta riscontrando un grande successo nel mondo della fotografia di viaggio. Nonostante la sua grande passione per la fotografia di ritratto, appena può, ama rifugiarsi tra le sperdute e solitarie montagne Italiane. Dalle Dolomiti al Gran Sasso, adora perdersi nel silenzio delle grandi vette e nei boschi più selvaggi.

” Da lassù riesco a vedere meglio la luce di cui ha bisogno la mia fantasia”.

La fotografia paesaggistica, una passione che  Alessio immancabilmente abbina all’attività sportiva del trekking in solitaria che usa per liberarsi dallo stress della quotidianità. Con il suo zaino in spalla carico di attrezzatura fotografica e il kit di sopravvivenza, affronta le sue sfide fotografiche bivaccando nei luoghi più isolati con la sua confortevole e fidatissima tenda.

Bivacco a Campo Imperatore

D: Alessio, come è iniziato tutto? Come mai questa passione?

R: Credo che tutto sia nato e correlato al fatto che tendenzialmente sono un romantico e amo conservare i ricordi della mia vita. Con la fotografia posso decidere cosa *** NON APPROVATO *** Alessio Chiariglione. Un fotografo dallo scatto "WILD". 1mantenere impresso per sempre. All’inizio per me la fotografia era solo lo scatto di un attimo, scattavo tanto per fermare il tempo di un determinato momento, ma senza dargli un taglio storico. Con il crescere, ho capito che avevo necessità di raccontarmi e farmi conoscere per come vedo io la vita. La fotografia naturalistica e il viaggiare esprimono ad oggi la mia voglia di libertà e di semplicità. Quando sei solo devi imparare a cavartela con le tue uniche forze. E’ un modo efficace per ritornare un po’ alle origini, dove per sopravvivere dovevi saperti arrangiare con quello che trovavi e riuscivi a usare. Anche se i tempi sono cambiati e la tecnologia è sempre presente, cerco di mantenere il mio spirito wild, pur sempre mettendo al primo posto la mia incolumità.

D: Come scegli i luoghi da fotografare?

R: Tutto nasce da ricerche su internet o per sentito dire. A volte gli amici durante gli incontri, ti dicono ” sei mai stato qui?  Sei mai stato là? …ci devi andare assolutamente” e io allora mi metto alla ricerca del posto e pianifico le mie tappe e i punti più interessanti da fotografare. Nulla è lasciato al caso, anche se a volte, una volta sul posto posso decidere di fare delle variazioni di tappa, affrontando un po’ di sana esplorazione “last minute”. Ho sempre con me una radio con cui sono sempre collegato a altri escursionisti, grazie al canale di Rete Radio Montana, valida alternativa al cellulare, dove eventualmente lo stesso non avesse segnale, e il mio fidato GPS su cui carico le mappe dei miei percorsi. La montagna come il mare va rispettato. Le esplorazioni in solitario sono sempre un rischio, per questo cerco sempre di mitigare il rischio con la pianificazione preventiva.

D: Ma non hai paura della solitudine, di dormire solo in tenda in luoghi cosi impervi?

R: Comprendo la tua preoccupazione, ma ti assicuro che di questi tempi è più pericoloso dormire in casa propria che in una tenda. So che forse non è concepibile, ma per certi versi, quando sei in posti così isolati, sai che hai una bassissima percentuale di rischio che un malintenzionato possa affrontare una scalata di diverse ore, per venire a farti del male o a fare un furto. Troppa fatica sarebbe. Poi di notte le temperature in quota non sono proprio piacevoli senza la giusta attrezzatura. Poi se ti riferisci ad avere un malore o a un infortunio, quello è un rischio a cui penso spesso. Ma senza rischio non mi muoverei mai da casa. A volte mi capita di esplorare con qualche amico, ma per la fotografia, adoro la solitudine e avere i miei tempi per gli scatti, che a volte possono durare anche 30 minuti e più, vedi per gli scatti con le lun

*** NON APPROVATO *** Alessio Chiariglione. Un fotografo dallo scatto "WILD". 3ghe esposizioni. Per quanto riguarda la solitudine, immagina che pur vivendo in un condominio o in questa società cosi caotica, siamo tutti terribilmente soli.

Se ti capita qualcosa in strada, potrai renderti conto di quanti ti ignoreranno per paura o timore di perdere il loro prezioso tempo. Pertanto, ritengo la solitudine wild più interessante e gratificante, oltre che rigenerante. Ti fa dialogare con il tuo IO interiore, e aiuta a riscoprirti. Impari a capire come in certi casi il fuoco stesso sia più amico di un amico in carne e ossa.

D: Quale è il luogo dei tuoi sogni fotografici?

R: Purtroppo in questo periodo di pandemia come ben saprai non ci si può muovere molto. Una bella sofferenza per quel che riguarda la mia passione fotografica. Ho un progetto che è quello di poter fotografare un giorno la Patagonia e il Canada. Luoghi a mio dire fantastici e unici che hanno molto da offrire per la fotografia paesaggistica. Aspetteremo tempi migliori. Mai dire mai…..intanto comincio con il pianificare, poi i sogni, si sa, prima o poi si avverano. Personalmente i miei cassetti dei sogni cerco di tenerli sempre vuoti, preferisco realizzarli che conservarli.

D: Grazie Alessio della piacevole chiacchierata. Auguri per i tuoi prossimi viaggi e…Be Wild Always dunque!

R: Grazie Alessandro, è stato un vero piacere. Be Wild a te amico mio.

Se volete seguire Alessio e sostenerlo nelle sue wild adventures potete farlo tramite il suo profilo Instagram e il suo sito web.

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